Depressioni mascherate

Ad ogni epoca la sua malattia, la nostra è sicuramente la depressione. Sotto i sorrisi smaglianti delle modelle e degli attori, dentro famiglie perfette che racchiudono tristezze profonde, dietro migliaia di amici virtuali, miliardi di like, divertentissimi video di you tube, sepolti sotto tonnellate di cibo, di sigarette, di droghe, di psicofarmaci, di vestiti firmati, di applicazioni elettroniche, di sesso, di viaggi fantasmagorici, di figli superimpegnati, sotto ogni forma di compensanzione del vuoto dell’anima si cela la grande signora Depressione, la solitudine vestita di nero lutto. Essa s’infila sotto la nostra pelle laddove l’Anima, la fanciulla dei sogni, dei sentimenti, della gioia dell’esistere, è stata zittita e racchiusa nel baule della delusione e della paura di soffrire ancora.

La depressione si è evoluta, come si evolvono tutte le malattie, ha trovato altre vie, socialmente accettabili, in cui insinuarsi furtiva e maligna, e intaccando le nostre energie e la nostra vitalità. Un tempo si manifestava in modo evidente, comprensibile, inequivocabile e riconoscibile con umore nero, lunghe giornate a letto, apatia che sembrava non aver fine, isolamento, mancanza di volontà, psicofarmaci a sfare. Ora sono sempre più frequenti forme di depressione “mascherata” che si esprimono con sintomi fisici, e con un’ importante mancanza di energia in cui la persona si trascina, come Atlante, con il mondo sulle spalle, portando avanti il lavoro, i soliti impegni, gli amici, la famiglia, persino le vacanze, come pesi indescrivibili, l’imperativo è continuare a vivere, vivere brillantemente e fare ciò che c’è da fare, abbandonati dalla vita: una fatica indicibile sopportata in silenzio!

E’ il corpo che drena la sofferenza dell’anima, che trova la sua via di espressione attraverso infinite forme di somatizzazione, di disturbi funzionali e infine di malattie. Gli stili di vita ci alienano dai sentimenti, dalla natura, perdiamo spesso il senso delle nostre esistenze dietro valori o ideali che non sono nostri, sono dettati dalla massa; ma io cosa desidero? Cosa sono? Dove volevo andare da piccolo? Dov’è finito il mio sogno? Non sappiamo più ascoltarci, non abbiamo più una capacità di lettura del nostro corpo, della nostra anima emozionale, che ci parla, a volte ci implora, e nella depressione, non sa più come urlare per farci svegliare, cambiare, trasformare, rinascere a nuova vita evolvere tornare nei panni del bambino entusiasta. Il corpo di una persona con una sindrome depressiva “mascherata” alterna momenti di stanchezza all’agire impulsivo, si attivano aree del cervello sottocorticali come l’amigdala che ci fanno compiere atti impulsivi e scarsamente controllabili dagli emisferi cerebrali della ragione, facciamo cose irragionevoli, del resto la fame dell’anima deve trovare ristori in qualche piacere, deve nutrirsi di pillole di vitalità e le cerca in internet, nel sesso, nello shopping compulsivo, nel cibo, nelle cure mediche, nelle droghe, nell’alcool, nell’irritabilità, nell’isolamento…

Se togliamo queste dipendenze, questi surrogati di farmaci compensatori della depressione, si scatenerà la vera sofferenza dell’anima, le crisi di astinenza, il dolore profondo, come si aprisse il baratro sotto di noi, il nulla, perché oltre a queste montagne di riempitivi, la persona non si conosce e ha paura riconoscersi, pensa di poter trovare un mostro dentro di sé, invece c’è solo un bimbo o una bimba che ha freddo e ha bisogno di calore, di comprensione, di essere preso per mano o stretto tra le braccia, non lo facciamo mai per noi stessi. Bhe, in tutto questo c’è una bella notizia: non è vero che non ti conosci, è solo un’illusione della mente, dopo esserti spaventato e aver piano il tuo vuoto per un giorno e una notte, e aver scoperto che dentro a quel baratro non c’è un mostro bensì un bimbo spaventato: alzati prendilo per un braccio, tiralo su, abbraccialo e comincia a parlargli e a capire di cosa ha bisogno, comincia cosi, prova a dialogare con lui e a fare ciò che è importante per renderlo felice, che non è sicuramente bere, tradire, comprare, rimbambirsi di internet, realizza i suoi sogni, aiutalo a crearne altri, riappropriati delle sue visioni, ama ciò che fai e metteci la sua creatività, la sua fantasia, meravigliati del mondo, arrabbiati quando è necessario, ama senza aver paura di perdere perché tanto perderai sempre perché questo fa parte dell’amore e dei suoi cicli, ama ora, ama tutto ciò che ti capita anche se è difficile e sgradevole a volte, perché in ogni cosa si nasconde una importante lezione di vita, ogni dramma cela la possibilità di un cambiamento, e sii grato di tutte le minuscole meraviglie che ti si presentano dall’alba al tramonto, dal canto degli uccelli, al sorriso di un collega, alla battuta del panettiere, sii grato persino dei tuoi sogni notturni perché come angeli continuano a portarti messaggi che dovresti perlomeno considerare. Questa è la tua vita onorala e se non ce la fai da solo, fatti aiutare, siamo animali sociali infine e l’unica dipendenza vera che dovremmo accettare, è che abbiamo bisogno gli uni degli altri, questa è l’essenza più bella dell’esistenza: che un altro essere umano ascolti la nostra anima, la veda e vedendola le ridia il diritto di vivere.

Scritto a Sandrigo (VI) in data 3 maggio 2017 dr.ssa Emanuela Pasin-diritti riservati-Per un appuntamento tel. 333.9679689

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