SOFT RAFTING THERAPY

Chi l’avrebbe mai detto che una discesa di soft rafting potesse trasformarsi in un’interessante sessione di terapia psicologica?

Eppure è possibile, l’abbiamo scoperto sperimentando il rafting in modalità Mindfulness, utilizzando tecniche terapeutiche come la respirazione consapevole, la percezione sensoriale espansa, tecniche espressive e sharing emotions di gruppo.

Tutto è nato dal progetto “Immersioni in natura ” ideato nel 2023 a Verona, in collaborazione con la dr.ssa Silvia Zanini, con la quale abbiamo sperimentato un protocollo scientifico internazionale mutuato dallo shinrin-yoku giapponese (Bagno di foresta). Silvia, che è anche guida rafting, ha avuto l’intuizione di applicare lo stesso protocollo scientifico adattandolo alla discesa di Rafting lungo il fiume Adige, che per un tratto significativo, è completamente immerso in natura lontano da strade o abitati umani.

La prima sessione di gruppo di soft rafting therapy l’abbiamo sperimentata nel 2024, la seconda nel 2025, in entrambe abbiamo raccolto con un test le variazioni degli stati dell’umore dei partecipanti prima e dopo l’immersione ottenendo risultati quantitativi, a nostro avviso, degni di nota.

In cosa consiste concretamente il Soft rafting Therapy?

È una sessione di terapia in natura che inizia a terra con una serie di esercizi di respirazione e di grounding che preparano al lavoro di navigazione, poi vengono istruiti i partecipanti alla tecnica di navigazione e a come gestire lo sbarco e la pagaiata con un breve training sul posto.

Si procede con la navigazione e dopo che i naviganti hanno acquisito un minimo di sicurezza tecnica, si passa a alle tecniche di respirazione e consapevolezza. Durante la sessione si apprende, piuttosto rapidamente ad affidarsi alla persona che è incaricata di dare il ritmo alla pagaiata e all’istruttore, che dà indicazioni sulla rotta e sulle modalità di navigazione.

Affidarsi completamente al fiume e ai compagni.

Ovviamente, meno sai navigare, maggiore è l’ansia da prestazione e la preoccupazione di essere in grado o no ad affrontare la sfida . Quindi il primo passaggio fondamentale che avviene silenziosamente a livello psicologico, è quello di vincere quest’ansia e mettersi in gioco in un contesto in cui non hai il controllo e non sai come fare.

Per chi non ama le sfide questo passaggio è tutt’altro che banale ma è veramente straordinario per coloro che faticano a mollare l’illusione del controllo. Non potendo fare affidamento neppure alla sicurezza delle proprie gambe ancorate solidamente al terreno, non abbiamo molte alternative: devo mollare, lasciarmi guidare dalla guida rafting e fidarmi dei compagni di avventura. E per questo che innanzitutto questa disciplina sportiva viene utilizzata anche come esperienza di team building perché permette un setting psicologico che facilita il legame con i membri del team.

Coordinamento motorio e sincronizzazione con il ritmo del gruppo.

Innanzitutto con l’apprendimento della tecnica di navigazione si ottiene un adattamento rapido alla sincronia dell’atto motorio, questo processo psicomotorio è molto interessante e dà ai naviganti la possibilità di sentirsi parte di una squadra che rema insieme allo stesso passo, il gruppo assume spontaneamente un livello di coordinazione motoria e sociale al tempo stesso e il fatto di sentirsi parte di un gruppo che collabora da un senso di fiducia e di sicurezza che compensa l’illusione di sicurezza che abbiamo quando camminiamo ognuno sulle proprie gambe.

Contemplazione della natura e attivazione del Default mode network cerebrale

Quando il ritmo è acquisito e la procedura sufficientemente automatizzata, si può procedere con la sessione di mindfulness che tende a portare l’attenzione del navigante in prima battuta ai numerosi stimoli esterni della natura (riva, acqua, natura, alberi, verde, roccia, suoni di uccelli, modularità dei ciotoli lungo la riva ecc.) che producono rapidamente una risonanza interna con l’attivazione del Default mode network cerebrale, un sistema neuronale che si attiva nel nostro cervello quando assumiamo una concentrazione passiva-introspettiva, il quale permette alla mente di recuperare energia psichica e fisica, esso invece non si attiva mai quando siamo focalizzati su un obiettivo specifico.

Questa parte del lavoro, abbiamo notato, produce un effetto di calma e serenità straordinario poiché, a differenza del bosco o del parco dove manteniamo il radicamento a terra attraverso la camminata, qui siamo letteralmente trasportati dal fiume, che di solito è calmo e produce un suono molto leggero e piacevole, inducendo, in modo assolutamente naturale, uno stato profondo di rilassamento, di pace e di serenità.

Si riesce a sentire il fiume come un grande organismo vivente, un gigante che ti culla tra le sue morbide braccia. La coscienza vien mantenuta vigile dall’attenzione e dal movimento di pagaiare ma è come se riuscissimo ad agire e a rilassarci al tempo stesso sperimentano uno processo neurologico e neuropsicologico inusuale ma estremamente utile nella vita quotidiana: fare ed essere rilassati al tempo stesso.

Detox da iperstimolazione sensoriale

In quest’epoca super tecnologica ed urbanizzata cominciamo ad avere un problema piuttosto rilevante: l’iper-stimolazione mentale, a cui siamo sottoposti costantemente durane la giornata, produce un’ipereccitazione del sistema nervoso che talora lo fa crollare producendo stress e disturbi d’ansia, over-thinking, irritabilità, confusione mentale e stanchezza.

 L’Adige, o come lo chiamo io “Nonno Adige”, per il tratto che lo percorriamo abita nel silenzio incantevole della natura, adagiato nel bel mezzo del suo canyon accarezzato dal verde dei boschi e dalla roccia argentata della Valdadige, un luogo incontaminato, una pace incredibile ti pervade, mentre il gommone scorre silenzioso e delicato sulle acque.

La mente si svuota senza sforzo, una sensazione di tranquillità e di meraviglia ti prende da dentro, nessuno sente più quella sensazione in città, e anche se qualcuno di solito ha bisogno di parlare in continuazione smette per dar spazio all’ascolto, perché percepisce il Sacro Silenzio che sta posando la sua mano sul cuore e lo rigenera di pace e serenità.

Ecco che un altro passaggio terapeutico avviene in modo magistrale, generato dal fiume e dal suo habitat naturale e silenzioso.

Dall’esterno all’interno, re-imparare a sentirsi

A quel punto cominciamo ad allenare le persone a connettersi con il proprio mondo interno, a tornare ad ascoltare le proprie sensazioni, le proprie emozioni, i propri impercettibili suoni interni che di solito cacciamo rapidamente nel dimenticatoio, ma che invece sono così importanti per tutti i processi di decodifica, autoanalisi, problem-solving della realtà di tutti i giorni. Ci affidiamo solo e sempre oramai alla mente, alle regole di quello che dovrebbe essere giusto o sbagliato, ignorando perlopiù i nostri bisogni, i nostri sentimenti, le nostre sensazioni, le nostre intuizioni, in quel complesso sistema di “saggezza interna” di cui siamo dotati, lo ignoriamo costantemente. Gli esercizi che propiniamo ci allenano a tornare a sentirci, ad apprezzare le nostre sensazioni, ad accoglierle come sono, nella loro saggezza e unicità del momento. Questo è un passaggio psicologico fondamentale perché riattiva una consapevolezza interna e aiuta a focalizzarci sui nostri bisogni veri ed interni, orientandoci in modo più realistico anche quando l’esperienza del rafting sarà conclusa.

Sharing emotions, imparare ad esprimere sé stessi e condividere con i nostri simili

Fin da subito lo spazio terapeutico, tenuto dal terapeuta, è uno spazio che ha caratteristiche di totale accoglienza e non giudizio, ognuno ha il diritto di essere chi e cosa si sente in quel momento di esprimere, il terapeuta raccorda, stimola la condivisione, fornisce strumenti di espressione, di sperimentazione che vanno dalla parola, alla poesia, al disegno, al movimento espressivi, alla manualità, al rito, egli aiuta a trasformare in modo alchemico le proprie sensazioni. Permette di sperimentare alcune modalità alternative di espressione che consentono trasformarle le emozioni e le sensazioni interne in qualcosa di tangibile, di visibile o udibile. Il terapeuta è l’alchimista della psiche, colui che trasforma la paura in pura creatività. Quando le tue sensazioni trovano il modo per esprimersi allora le puoi mostrare e condividere con gli altri, e questo è il momento più inteso ed umano della pratica del soft rafting therapy, poiché ognuno riscopre la bellezza e la tenerezza del condividere con gli altri, si stupisce dell’accoglienza che ha il gruppo, un’accoglienza che nella vita a volte non è sempre possibile. Questo rieducarci alla fiducia, all’accoglienza e alla condivisione, è la magia dell’umanità, l’essenza ultima della guarigione umana.

Usa ciò che sei con ciò che hai a disposizione

La soft rafting therapy è una sessione di terapia che avviene nell’assoluta essenzialità, non abbiamo cellulari, zaini, non abbiamo nulla se non una piccola borraccia ciascuno per bere quando ne abbiamo bisogno, tale condizione ci costringe ad usare ciò che c’è, abbiamo solo una barca, un remo, noi stessi e una manciata di uomini e donne come noi, ciò attiva in modo spontanea le proprie qualità psichiche che talora riposano indisturbate perché non più necessarie.

 A circa metà percorso sbarchiamo in un’isoletta di ciotoli smussati dal fiume e qui pratichiamo lo stone balancing, la costruzione di torri di pietre, solo con l’ausilio delle pietre, delle nostre mani, della fantasia, della manualità fine, dell’equilibrio, della pazienza.

Un gioco, ma in realtà se lo pratichiamo in mindfulness, è un coagulato di insegnamenti di come siamo e di come funzioniamo. Ogni lavoro ha una piccola storia da raccontare, una nuova intuizione da condividere, un nome da dare, una scoperta da realizzare.

Attraverso questa pratica riscopriamo la nostra capacità bambina di costruire ma anche scopriamo il nostro funzionamento psichico rendendolo consapevole, solo allora possiamo metterci mano per modificarlo, se necessario, o apprezzarlo se ci piace così.

Il rituale è la poesia del fare

In questa pratica terapeutica usiamo anche lo strumento del rituale perché riteniamo che attivi un linguaggio poetico e direzioni l’attenzione della psiche al bello e alla gratitudine. Nella vita quotidiana invece siamo sempre focalizzati sui problemi e preoccupati di evitare le difficoltà e il dolore, ma così non ci accorgiamo che non stiamo più vivendo nella gioia ma nella paura costante. Ecco che la pratica di piccoli rituali ci riconnette al bello e al poetico attiva la mente associativa e vediamo il mondo con uno sguardo di rispetto e di sacralità.

Questo produce un cambiamento profondo di atteggiamento interno: gira la manovella dalla paura alla bellezza, alla gioia e alla gratitudine interna, che posizionano il nostro essere, sia fisico che psichico, in una corrente neurofisiologica positiva, la nostra biologia muta, i nostri neurotrasmettitori producono endorfine, serotonina, siamo pervasi da sentimenti belli ed edificanti, i nostri sistemi biologici si riarmonizzano e il nostro sguardo e tutte le nostre cellule si aprono finalmente ad un profondo sorriso di guarigione.

Conclusioni

L’esperienza di una Sessione di Soft Rafting Therapy, a causa del suo peculiare setting di essenzialità e di collaborazione sociale, è capace di attivare risorse interne poco utilizzate nella quotidianità, se accompagnata da tecniche di consapevolezza, stimola non solo le abilità psicomotorie (coordinazione psicomotoria, ritmo), cognitive ( attenzione, concentrazione) e sociali ( adattamento, collaborazione, spirito di squadra, legame) ma attua rapidamente un cambio di prospettiva psichica, orienta il soggetto ad un focus interno e permette di passare da una modalità di funzionamento mentale di sopravvivenza basata sulla paura, ad una modalità mentale pregna di meraviglia, creatività, benessere, e sfida positiva.

Per sperimentare questa meravigliosa sessione di soft rafting therapy e assistere alla vostra mutazione sensoriale e interna.

Vi aspettiamo assieme a “nonno Adige”, a Silvia e agli amici della Valdadige.

Dr.ssa Emanuela Pasin, Neuropsicologa e Psicoterapeuta, Esperta in Forest Bathing, www.emanuelapasin.com, Tel.333.9679689

Dr.ssa Silvia Zanini, Guida rafting, istruttrice sportiva, Presidente dell’Associazione Allariaperta tel. 347.1512501

Visit ValdAdige Rafting & outdoor, tel.348.4435364

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