PSICOLOGIA DELL’ ALLENATORE

Abilità psicologiche dell’allenatore:

1-La consapevolezza

La psicologia dello sport è una componente essenziale delle conoscenze richieste ad un allenatore, soprattutto quando allena categorie giovanili in cui, oltre alla prestazione, occorre tener conto della formazione della personalità dell’atleta.

Secondo la psicologia dello sport per essere un buon allenatore non basta avere competenze tecniche, servono anche quelle psicologiche come per esempio delle buone capacità comunicative, relazionali, oltre a quelle squisitamente psicologiche che ci permettono di avere un’idea di come funziona la personalità dell’atleta.  In questo articolo e nei successivi, analizzeremo alcune abilità psicologiche che rendono un allenatore più efficace.

La prima capacità di base che ritengo fondamentale per diventare un buon allenatore e distinguersi dagli altri, è senza dubbio la CONSAPEVOLEZZA di sé.

 La consapevolezza di sé è una capacità molto evoluta ed è tipica dei saggi e delle grandi personalità carismatiche, ma è anche un’abilità che a mio parere tutti dovremmo coltivare per funzionare meglio e per compiere meno errori nelle nostre vite. Un allenatore è comunque una persona che guida la crescita e le prestazioni di altre persone, è una figura importante per un essere umano soprattutto per un ragazzo giovane. Dobbiamo averne piena coscienza, è un compito molto importante e molto bello, non dovrebbe riempire il nostro ego, ma dovrebbe essere innanzitutto un dono sociale.

Fare l’allenatore non è solo un modo per far crescere i propri atleti ma è un magnifico modo per continuare a migliorare anche se stessi, come persona. Se come allenatori ci mettiamo nella condizione di imparare sempre qualcosa di nuovo, con la voglia di creare uno stile di allenamento sempre più personale ed efficace, che sia capace di passare i nostri valori umani oltre che l’energia giusta per vincere, questo aumenta la nostra autorevolezza e la stima che gli altri ripongono in noi.

L’allenatore che ha una scarsa consapevolezza di sé rischia di fare inconsciamente degli errori relazionali e psicologici di cui potrebbe pagarne caro il prezzo, tali errori di solito sono quelli che si ripetono. Se avete notato delle situazioni sgradevoli che si ripetono nella vostra carriera, fermatevi e cominciate ad analizzare e a capire meglio cosa succede. Cominciate ad avere maggiore consapevolezza.

 Avere consapevolezza delle proprie modalità di stare in gruppo è una delle cose principali, non intendo solo all’interno della propria squadra, in cui sei nella posizione privilegiata di leader indiscusso, ma in genere nei gruppi che frequenti ( amici, lavoro, famiglia…), se non conosci il tuo stile relazionale di gruppo, i tuoi bisogni rispetto al gruppo, e ciò che ti procura delusione, rabbia, disappunto, farai molta fatica ad allenare laddove le condizioni della squadra non corrispondono a perfezione alle tue necessità inconsce, questo può essere fonte di frustrazione e l’inizio di una stagione scostante o con scarsi risultati.

Per l’allenatore è fondamentale anche la consapevolezza del proprio stile comunicativo: sono direttivo, dominante, democratico, empatico, vago o confuso, ermetico, mi rifaccio solo alla mia esperienza personale? E molte altre domande che sarebbe interessante porsi per poter migliorare il proprio stile comunicativo.

E’ indubbio che tutto il lavoro del Mister si basa sulla sua capacità di comunicare, di essere persuasivo e autorevole, di essere stimato e amato, ma per essere tutto ciò deve essenzialmente comunicare in modo chiaro. La comunicazione è un aspetto psicologico essenziale perché, il proprio stile non calzerà mai a pennello a tutte le personalità della squadra, è inevitabile, ma se l’allenatore non ne conosce i limiti, non potrà neppure lontanamente immaginare che è possibile usare altre strategie comunicative per migliorarlo.

La consapevolezza di sé quindi è un requisito fondamentale per essere un buon allenatore, imparare a conoscere ed essere consapevoli dei propri stati d’animo in reazione a degli eventi, dei comportamenti dei propri atleti o altre situazioni, è fondamentale per imparare a modularsi sempre meglio, in primis su un piano emotivo e di conseguenza su quello della comunicazione, che sono peraltro strettamente collegati.

Per migliorare la consapevolezza e la comunicazione può essere di supporto all’allenatore la figura dello psicologo che ha competenza in questa materia e potrà ampliare gli strumenti che servono all’allenatore per conoscere la propria sfera emotiva e psicologica, controllarla meglio e utilizzarla in modo ottimale anche attraverso una buona comunicazione. Più avanti parleremo della metodologia psicologica che è a disposizione dello sport.

Articolo scritto dalla dr.ssa Emanuela Pasin, psicologa, psicoterapeuta, istruttore di Mental training per lo sport.

PROSSIMAMENTE SU QUESTA PAGINA….

ALTRE ABILITA’ PSICOLOGICHE DELL’ALLENATORE:

  • Conoscere le dinamiche psicologiche della squadra
  • Aver chiaro il funzionamento del gruppo (ruoli, compiti, leadership, decisioni, conflitti…) e saperlo sistemare o potenziare
  • Aver consapevolezza delle potenzialità della squadra e dei singoli atleti
  • Conoscere le varie tipologie di personalità degli atleti
  • Saper aumentare la performance di ogni atleta, motivarlo e trovare la strategia giusta per ognuno
  • Capacità di concentrazione e gestione delle proprie emozioni in campo
  • Essere positivo e avere una elevata dose di energia psichica

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