Mental training nello sport

Il Mental Training è una recente disciplina che ha lo scopo di allenare la mente a prestazioni di alto livello, lavora sull’eccellenza della prestazione umana. Essa è nata per lo sport ma la utilizziamo anche nel lavoro, quando serve migliorare la propria resa e aumentare il successo, ridurre l’ansia, la paura e i blocchi emozionali che possono compromettere la prestazione psicofisica.

Il Mental Training può essere utilizzato con il singolo atleta o con l’allenatore, oppure anche con l’intera squadra a seconda dell’obiettivo su cui si vuole lavorare. Ovviamente l’allenamento mentale deve essere preceduto da una fase di valutazione e analisi dei bisogni e una successiva fase in cui si scelgono insieme al cliente gli obiettivi e la loro priorità.

E’ un percorso affascinante che si snoda all’incirca in una decina di sedute, in cui l’istruttore di mental training (lo psicologo) insegna le tecniche di MT agli allenatori o alla squadra che poi le utilizzeranno in autonomia per migliorare la propria prestazione di squadra e individuale.

Lo psicologo, istruttore di mental traning, in questo caso non è un motivatore, sempre presente nel gioco o negli allenamenti, ma piuttosto fornisce una chiave di accesso alle risorse della propria mente che poi verrà creativamente utilizzata dall’allenatore e dai giocatori in autonomia.

Il percorso di mental training fornisce al Mister e agli atleti una consapevolezza maggiore dei propri meccanismi mentali. Ciò che impareranno gli allievi, sarà utile non solo nell’area da migliorare (sport) ma anche nella vita in genere, poiché se ne esce con una maggior coscienza del funzionamento neuropsicologico della mente e con delle tecniche semplici ma efficaci da utilizzare per potenziare sempre più l’efficacia della psiche.

Alcune tecniche di mental training, come per esempio le tecniche di visualizzazione del gesto atletico, mirano a migliorare la programmazione del movimento e lavorano sulla creazione di programmi motori che rendono il movimento fluido, perfetto, automatizzato. Tali tecniche possono essere utilizzate anche in assenza di allenamento e sono molto efficaci comunque, le utilizzano anche gli atleti che sono in pausa (per es. in stato di super-allenamento, o per infortunio, malattia…), succede che quando tornano in campo, non hanno perso la perfezione del movimento, anzi con il mental training, l’hanno migliorata.

Personalmente da anni mi occupo di psicologia clinica aiutando le persone ad uscire dai momenti difficili delle proprie vite, amo molto il mio lavoro perché mi permette di liberare le persone dall’ansia e dalle proprie trappole mentali, ma sono anche un’ex atleta e amante dello sport. Ritengo lo sport una delle cose più belle che un essere umano possa fare, non solo per divertirsi, ma anche per crescere fisicamente e mentalmente, imparare a stare in gruppo a cooperare a sacrificarsi, a stringere i denti per raggiungere i propri obiettivi. Lo sport è un’attività umana di grande impatto sulla specie e sulla sua evoluzione psicofisica per questo sono anche istruttore di Mental Training.

In questi anni ho sempre seguito atleti individualmente in studio, venivano da me per affrontare l’ansia da prestazione, il calo di motivazione, la fine della carriera, le loro paure, o per prepararsi ad una competizione importante, ma da due anni sono venuta a contatto con il mondo del gioco di squadra, che è un modo di fare sport molto diverso, in cui i valori sociali la fanno da padrone.

Pubblicherò prossimamente alcuni articoli sulla figura dell’allenatore, questi materiali sono il risultato dello studio che ho compiuto negli ultimi anni sui valori psicologici della squadra, in cui l’allenatore ne è di certo il primo portatore, il primo modello, fonte di ispirazione per i suoi atleti e per il pubblico.

Se trovate gli articoli interessanti o se avete domande sono a disposizione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.