La paura della solitudine

La solitudine è una delle idee più tremende e paventate dalle persone, alcuni preferiscono essere torturati da relazioni violente e umanamente insopportabili, piuttosto di rimanere soli, come se la solitudine fosse un mostro terribile.

La sola idea della solitudine ci fa piombare in un profondo baratro di morte, non si riesce a stare con sé stessi, tanta è l’angoscia interna. Ci proiettiamo in scenari catastrofici in cui siamo soli, lontano dal mondo, non voluti, non amati, pulcini abbandonati.

Ma non è la solitudine reale il problema, è l’idea di non essere amati la vera solitudine, perché soli, in fin dei conti non lo siamo mai in questo pianeta affollato, anche se ci impegniamo ad esserlo, è oggettivamente impossibile per via di una genetica interdipendenza della specie umana.

Quando questo sentimento si palesa in noi, occorre diventare consapevoli di una importante verità: abbiamo paura della solitudine perché non abbiamo ancora imparato ad amare noi stessi, siamo orientati sugli altri, ci riempiamo di compagnia prima ancora di imparare a star bene con noi stessi per poi magari rimanere delusi dagli altri che non assolvono a pieno le nostre aspettative. E’ la compagnia di noi stessi che spesso ci angoscia, negli altri troviamo un riempitivo del fatto che non ci conosciamo affatto, non sappiamo cosa ci fa star bene o male, cosa proviamo, come si muove la nostra anima quando è libera dagli schemi del mondo, dalle aspettative altrui, semplicemente siamo dei “conoscenti” di noi stessi, ma non ci siamo mai dedicati del tempo da soli, abbastanza tempo da soli per conoscerci veramente. E’ in questo tempo che cominciamo a conoscerci veramente. Tuttavia se evitiamo di stare soli, non riusciremo mai ad amarci, perché l’unica via per amare veramente sé stessi è proprio la solitudine, perché ci permette di sperimentare un rapporto autentico con noi stessi. Paradossale no?

La solitudine è lo spazio dove nascono le idee

dove volano i pensieri,

dove si ritrova il proprio genio,

dove c’è il tempo per l’amore per sé stessi,

dove la vita scorre finalmente come un fiume limpido,

non ancora inquinato dalle aspettative, dai desideri, dalle velleità, dai confronti, dai giudizi altrui.

La solitudine è il posto più bello di noi,

dove stare coccolati dagli oggetti, dalla natura, dalla vita,

dai maestri più grandi, dalla musica più soave, dalle anime più nobili.

La solitudine è dove trovi il barlume divino,

dove senti l’amore degli Dei che ti avvolge,

dove la vita e il tutto ti abbracciano e ti senti parte del cosmo,

del fluire della vita,

li in quel flusso ritrovi l’armonia originaria

senza la quale non esisti, sei solo una pallida ombra che si muove insicura tra i pensieri altrui,

cosi labili ed effimeri che ti spostano come il vento muove le foglie morte.

Nella solitudine ho trovato il centro,

la sincronia con l’universo,

ho ascoltato la musica composta dal mio strumento e l’ho riconosciuta nella sinfonia dell’universo.

Ora mi sento, sono io, liber* dal mondo pur vivendo nel mondo,

e scusate se è poco: ma è tutto diverso!

scritto da Emanuela Pasin il 19.07.2021

per consulenza di psicoterapia tel.333.9679689

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