Ipnosi clinica

 

L’ipnosi clinica è uno strumento terapeutico straordinario che, contrariamente a quanto la maggior parte delle persone crede, non implica alcun controllo mentale del terapeuta sulla volontà del paziente, semmai aiuta i pazienti ad aprire una capacità umana molto trascurata, cioè quella della funzione immaginativa e della memoria visiva.

L’ipnosi purtroppo risente di pregiudizi, stereotipi e di rappresentazioni erronee e fuorvianti che continuano essere alimentate da spettacoli teatrali, da film, da modi di dire o paure ancestrali di perdita totale del controllo, che poco hanno a che vedere con la vera Ipnosi clinica usata in psicoterapia.

Il primo autore che introdusse la pratica dell’ipnosi utilizzata a scopi medici fu J.M. Charcot (1825-1893) il quale presentò i risultati dei suoi studi a Parigi nel 1882 all’Accademia delle Scienze, dove descrisse gli effetti positivi dell’ipnosi sui primi casi di isteria.

Egli era un anatomopatologo ed un neurologo di fama, al suo nome sono legate importanti ricerche sulle localizzazioni cerebrali, sulle afasie, sulla sclerosi multipla, sull’isteria. Proprio lo studio dell’isteria portò Charcot a contatto con l’ipnosi.

In realtà la tecnica d’ipnositerapia da allora si è trasformata ed evoluta in modo sorprendente e oggi le sedute di ipnosi clinica hanno modalità completamente differenti, non solo perché l’epoca storica è cambiata, ma anche perché molti studiosi successivamente affinarono sempre più questa metodologia. Sigmund Freud utilizzò l’ipnosi per i suoi primi studi sulle nevrosi, e fu grazie ad essa che poi sviluppò la tecnica psicanalitica, in cui il paziente associa ricordi ed emozioni in uno stato di veglia, steso sul lettino in posizione rilassata, ottenendo risultati altrettanto interessanti. Carl Gustav Jung si occupò di ipnosi per sei anni e grazie ad essa elaborò il metodo dell’Immaginazione Attiva.

L’utilizzo attuale dell’ipnosi con le nuove metodologie sperimentate in quest’ultimo secolo è teso piuttosto a generare uno stato amplificato di coscienza, nel senso che l’ipnosi potenzia l’abilità di ricordare, di concentrarsi, di decidere, di avere maggiori intuizioni, di recuperare energie psico-fisiche.

L’ipnositerapia diventa oggi più che mai uno strumento utile e rapido proprio perché le persone immerse nella frenesia, nella velocità costante del presente, nell’iper-efficinetismo, nello stress cronico non sono più in grado di lasciarsi andare, di rilassarsi, di concedersi dei momenti in cui la mente libera il suo potenziale, immagina, riflette su sé stessa, connette, associa, recupera la sua capacità di sentire a livello emotivo.  La condizione psichica del mondo occidentale, iper-razionale non sta avendo buoni effetti sulla psiche umana, poiché se da un lato siamo costretti a trascurare sempre più le nostre emozioni, i segnali che il nostro corpo ci manda, le nostre intuizioni e le nostre immagini, il passo verso il disequilibrio e la malattia è veramente breve.

L’ipnosi moderna va a potenziare la capacità mentale ed emotiva che ogni individuo possiede. Con l’ipnositerapia moderna non è più necessario uno stato di totale incoscienza come credevano i pionieri dell’ipnosi, anzi è importante che il paziente ricordi il contenuto della seduta per accrescere la sua consapevolezza.

Spesso i miei pazienti mi riferiscono, alla fine della seduta, che sono così rilassati che sembra loro di aver dormito per dieci ore. Un altro dei vantaggi dell’utilizzo dell’ipnosi moderna è la sua efficacia nel recupero della stanchezza e dello stress, possiamo infatti recuperare molte ore di sonno in una sessione di un’ora e sentirci attivi e riposati come se avessimo riposato magnificamente per molte ore.

Un tipo di ipnosi recente è l’Ipnosi Ericksoniana che utilizza le immagini e le metafore facilitando il processo di rilassamento e migliorando rapidamente stati d’ansia, di rabbia, depressione, fobie, disturbi del controllo del comportamento e disturbi psicosomatici. E’ una delle forme più complete e profonde d’ipnosi ed è stata strutturata da Milton Erickson (1901-1980), uno dei più famosi psichiatri americani.

Milton Erickson fin da fanciullo era affetto dalla poliomielite, una grave malattia che avrebbe potuto ucciderlo, gli impediva di muoversi e gli provocava numerosi altri problemi fisici, egli riuscì a diventare uno dei più importanti ipnologi del mondo lavorando fin da giovane su se stesso. Comprese ben presto come il potenziale della sua mente poteva migliorare le sue condizioni fisiche e la vita stessa, trasformando la sua difficile esistenza in una vita straordinaria e curando migliaia di altre persone con le stesse modalità con cui aveva curato sé stesso. Egli non solo rivoluzionò l’ipnosi, trasformandola in un efficace modello di cura ma  fu anche un mirabile esempio di guarigione attraverso di essa. Fu una persona di grande carisma e uno dei più illuminati studiosi che siano mai esistiti.

La tecnica Ericksoniana in seguito è stata trasformata in schemi più elementari da altri due studiosi statunitensi Richard Bandler (1950) e Johan Grinder (1940) che crearono così la PNL (Programmazione neuro linguistica), una tecnica efficace di riprogrammazione mentale, che attualmente è applicata nei più disparati contesti: nelle vendite, nelle relazioni, nella pubblicità, in politica, nell’insegnamento, tanto da diventare, in questi ultimi anni, una delle tecnologie psicologiche più celebri al mondo. La PNL, proprio a causa della sua tecnicità, ha tuttavia perduto la profondità dell’Ipnosi di Milton Erickson intrisa di una straordinaria umanità e di un profondo rispetto, tenerezza e dedizione nei confronti della complessità della psiche umana.

Altri recenti autori e ipnoterapeuti italiani hanno mantenuto invece un taglio neurofisiologico, clinico, psicodinamico, mantenendo un’umanità profonda e un’attenzione alle dinamiche della psiche umana, essi hanno integrato nella loro innovativa metodologia tecniche di meditazione orientali, tecniche di rilassamento quali il Training autogeno, il rilassamento progressivo di Jacobson e l’Immaginazione Attiva Junghiana. Uno di questi illustri autori contemporanei italiani è Angelico Brugnoli (1929) il quale ha studiato in dettaglio gli stati modificati di coscienza neurofisiologici e ha dedicato molta parte del suo studio all’uso dell’ipnosi e della meditazione Vipassana per attuare un risveglio profondo del sé nell’uomo moderno, proprio su questa antica forma di meditazione si sono svuluppate le moderne tecniche di Mindfulness. Brugnoli ha fondato nel 1965 assieme a Gualtiero Gualtieri l’Istituto H.Bernheim di Ipnosi di Verona, assieme a lui altri autori contemporanei, come Camillo Loriedo, Giovanni Gocci, Piero Parietti, Consuelo Casula e molti altri dedicano tutt’ora i loro studi a nuove metodologie di ipnosi rapide ed efficaci nell’ambito dell’Ipnosi post-Ericksoniana.

Articolo scritto da dr.ssa Emanuela Pasin 20.10.2013

 

BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA PER APPROFONDIRE

M. H. Erickson “La mia voce ti accompagnerà” ASTROLABIO 1982

M. H. Erickson LA NATURA DELL’IPNOSI E DELLA SUGGESTIONE ed. Astrolabio1980

R. Bandler, J. Grinder “ Ipnosi e trasformazione” ASTROLABIO 1981

G. Gualtieri “L’Ipnosi” RIZZOLI 1973

A. Brugnoli “ Il risveglio del profondo sé” GABRIELLI ED. 2009

C. Casula “la forza della vulnerabilità” ed. Franco Angeli 2011

C. Gocci “Il corpo e il mondo immaginale” in Psicoterapia della gestalt. Ed. centro studi psicosomatica

P. Parietti “Ipnosi: una tracci”  ed. Riza Scienze 1985

J. Kabat-Zinn “Dovunque tu vada, ci sei già.Una guida alla meditazione” Ed. Tea 2006

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